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Bando Isi 2017 – INAIL

Avviso pubblico ISI 2017. Incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro in attuazione dell’art. 11, comma 5, d.lgs n. 81/2008 e successive modificazioni e dell’art. 1, commi 862 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

L’Avviso pubblico Isi 2017 ha l’obiettivo:

  • di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori;
  • di incentivare le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

 

Leggi il bando.

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Nuovi criteri per la valutazione del rischio vascolare derivante da esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio secondo lo standard ISO/TR 18570:2017

Disponibile sul PAF un Report che descrive in maniera sintetica il metodo supplementare di valutazione del rischio vascolare associato all’esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio contenuto nel nuovo ISO/TR 18570:2017. Viene presentato un esempio applicativo nel caso di motoseghe e decespugliatori, da cui emerge la necessità di adottare specifiche misure di prevenzione in relazione all’insorgenza di possibili patologie vascolari, anche nei casi in cui si riscontrino valori di esposizione a vibrazioni inferiori ai livelli di azione prescritti dalla vigente normativa.

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Nuovo regolamento DPI: Regolamento (UE) 2016/425

Il Regolamento (UE) 2016/425, stabilisce i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) che devono essere messi a disposizione sul mercato, al fine di garantire la protezione della salute e della sicurezza degli utilizzatori, e stabilisce norme sulla libera circolazione dei DPI nell’Unione Europea.

Il Regolamento (UE) 2016/425 sostituisce la Direttiva 89/686/CEE e la scelta, da parte del legislatore di adottare un regolamento, quale atto legislativo vincolante, così da essere applicato in tutti i suoi elementi nell’intera Unione europea, rispetto ad una direttiva, ha il preciso scopo di rendere obbligatori tutti i suoi contenuti e non solo il fine da perseguire.

Al punto 23) dei considerando del regolamento è detto chiaramente che si ritiene necessario specificare il rapporto e l’ambito di applicazione rispetto al diritto degli Stati membri al fine di stabilire prescrizioni per l’uso dei DPI sul luogo di lavoro (Direttiva 89/656/CEE), al fine di evitare qualunque confusione e ambiguità e, dunque, di garantire la libera circolazione dei DPI conformi.

L’articolo 8 della direttiva, infatti, obbliga i Fabbricanti a fornire DPI conformi alle relative disposizioni dell’Unione concernenti la progettazione e la fabbricazione in materia di sicurezza e salute.

La Classificazione dei DPI è effettuata per Categorie di Rischio crescenti (Allegato I), in relazione all’entità del rischio:

Categoria I
DPI che proteggono da rischi minimi:

a) lesioni meccaniche superficiali;
b) contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l’acqua;
c) contatto con superfici calde che non superino i 50 °C;
d) lesioni oculari dovute all’esposizione alla luce del sole (diverse dalle lesioni dovute all’osservazione del sole);
e) condizioni atmosferiche di natura non estrema.

Categoria II
Tutti i DPI che non rientrano nella categoria I o III.

Categoria III
Rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili con riguardo a quanto segue:

a) sostanze e miscele pericolose per la salute;
b) atmosfere con carenza di ossigeno;
c) agenti biologici nocivi;
d) radiazioni ionizzanti;
e) ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di almeno 100 °C;
f) ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di – 50 °C o inferiore;
g) cadute dall’alto;
h) scosse elettriche e lavoro sotto tensione;
i) annegamento;
j) tagli da seghe a catena portatili;
k) getti ad alta pressione;
l) ferite da proiettile o da coltello;
m) rumore nocivo.

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Interpello n.1/2018: Piano di Emergenza ed Appalti

Pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro un nuovo interpello in materia di sicurezza sul lavoro: l’Interpello n.1/2018 del 14/2/2018 contiene il quesito posto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dall’UGL e dall’ANIP in merito agli obblighi del datore di lavoro(appaltatore) di designare gli incaricati alle misure di prevenzione incendi/evacuazione/primo soccorso, nel caso in cui questo svolga le proprie attività esclusivamente presso unità produttive di un datore di lavoro committente.

Il contenuto dell’interpello n.1/2018

Una Associata ANIP eroga servizi a soggetti committenti e “si trova nella condizione di non avere la disponibilità giuridica ed esclusiva dei luoghi in cui si svolge l’appalto, ma utilizza locali della Committenza (spogliatoi, magazzini, uffici) e soprattutto eroga i servizi in tutti gli ambienti (reparti, hall, corridoi, stanze, spazi esterni, uffici, ambulatori, laboratori, officine, ecc.)”
Chiede al Ministero:
1) L’obbligo di cui all’art. 18 comma 1 lett b) (designazione addetti antincendio) può ritenersi assolto attraverso la presa d’atto che il DL committente ha predisposto un PGE che coinvolge anche eventuali lavoratori di Aziende terze?
2) Le sue squadre di emergenza e primo soccorso possono considerarsi sufficienti per tutelare tutti i Soggetti, anche Appaltatori, presenti nei suoi luoghi di lavoro?
3) La presa d’atto di cui sopra può avvenire nell’ambito delle misure di cooperazione e coordinamento già previste all’art. 26 del T.U, attraverso un verbale di condivisione del PGE stesso, così da soddisfare l’obbligo di designazione di cui all’art. 18 del TUS?

Appalti di lavoro e obblighi informativi del committente

La Commissione interpelli chiarisce preliminarmente i contorni dell’obbligo di designazione dei “lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza” come da art. 18 comma 1 lett.b) del Testo Unico di Sicurezza. E ricollega tale obbligo alle previsioni dell’art. 43 del TUS per il quale, rispetto alle designazioni “il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell’azienda e dei rischi specifici…” in base a specifici criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro, criteri che sono definiti nel DM 10/3/98 (si veda a riguardo l’analisi all’art.5 del decreto suddetto sugli obblighi gestionali del datore di lavoro e sull’obbligo di redazione del piano di Emergenza, fatta eccezione per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti).
E con riferimento all’art. 26 del Testo Unico (obblighi connessi all’appalto d’opera/servizi) richiamato fra i quesiti, la Commissione Interpelli riepiloga gli obblighi del datore di lavoro committente (si veda anche quanto già detto a riguardo nell’Interpello n.6/2013) richiamando anche l’obbligo di cooperazione all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto, e di informazione reciprocasui rischi dovuti alle interferenze, anche attraverso l’elaborazione del DUVRI (art. 26 comma 3) che, si ricorda, dovrà essere redatto solo nei casi in cui esistano interferenze intese come “contatto rischioso” (come definita da AVCP in Determinazione 5 marzo 2008, n. 3) tra il personale del datore di lavoro committente e quello dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse che operano nella stessa sede aziendale con contratti differenti.

Secondo la Commissione Interpelli

Sulla base di quanto sopra esposto, la Commissione risponde soltanto sulle questioni inerenti agli obblighi generali di legge (non a quelli gestionali/organizzativi fra le aziende associate ANIP e i loro clienti) riconoscendo fuor di dubbio, che “anche il datore di lavoro che operi presso i luoghi di lavoro di un soggetto committente sia tenuto all’adempimento degli stessi obblighi relativi a rischi specifici della propria attività suscettibili di dare luogo a situazioni di emergenza come – ad esempio – nel caso di utilizzo di sostanze, attrezzature o materiali pericolosi”.
In considerazione però di quanto previsto dall’art. 26 comma 1 lett. b) il datore di lavoro committente deve fornire “agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività”.
In più, i datori di lavoro, committenti, appaltatori e subappaltatori, scrive la Commissione Interpelli devono cooperare ad attuare le misure di prevenzione e protezione e sono tenuti a coordinare gli interventi, anche informandosi reciprocamente”.
Pertanto secondo la Commissione Interpelli, la gestione delle emergenze deve essere intesa come un processo di cui tutti i datori di lavoro, committenti, appaltatori e subappaltatori, siano compartecipi, fermo restando il ruolo di promotore del committente e l’obbligo per l’appaltatore di attenersi alle procedure operative conseguenti alla predetta cooperazione.

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Scadenza aggiornamento attrezzature di lavoro

Il giorno 12 marzo 2018 secondo le disposizioni del l’Accordo Stato Regioni 22/2/2012 (entrato in vigore il 12/03/2013) è scaduto il termine ultimo relativo all’aggiornamento per alcuni dei soggetti abilitati alla conduzione di particolari attrezzature di lavoro:

  • piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE)
  • gru a torre
  • gru mobile
  • gru per autocarro
  • carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (a braccio telescopico, industriali semoventi, sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi)
  • trattori agricoli o forestali
  • macchine movimento terra (escavatori idraulici, a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)
  • pompe per calcestruzzo.

I corsi di aggiornameno della durata minima di 4 ore (1 di ripasso teorico e 3 di aggiornamento pratico) vanno effettuati ogni 5 anni.

Per stabilire la decorrenza di tale termine l’Accordo Stato Regioni del 7/7/2016 indica che:

Gli attestati di abilitazione conseguenti ai corsi di cui al punto 9.1 hanno validità di 5 anni a decorrere rispettivamente dalla data di entrata in vigore del presente accordo per quelli di cui alla lettera a), dalla data di aggiornamento per quelli di cui alla lettera b) e dalla data di attestazione di superamento della verifica finale di apprendimento per quelli di cui alla lettera c)

Ricordiamo che tali obblighi formativi non sussistono per l’uso privato e non professionale delle attrezzature (comprese quelle indicate).

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Nuova Norma sui Sistemi di Gestione Sicurezza: ISO 45001

Il 12 marzo 2018 è stata pubblicata la ISO 45001!

Progettato per aiutare le organizzazioni di tutte le dimensioni e industrie, il nuovo standard internazionale dovrebbe ridurre gli infortuni sul lavoro e le malattie in tutto il mondo.

In Italia lo standard è recepito con la norma UNI ISO 45001:2018.

La norma internazionale specifica i requisiti per un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (SSL) e fornisce una guida per il suo utilizzo, al fine di consentire alle organizzazioni di predisporre luoghi di lavoro sicuri e salubri, prevenendo lesioni e malattie correlate al lavoro, nonché migliorando proattivamente le proprie prestazioni relative alla SSL.
La norma internazionale è applicabile a qualsiasi organizzazione, indipendentemente dalle dimensioni, tipo e attività, che desideri istituire, attuare e mantenere un sistema di gestione per migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro, eliminare i pericoli e minimizzare i rischi per la SSL (incluse carenze del sistema), cogliere le opportunità per la SSL e prendere in carico le non conformità del sistema di gestione per la SSL associate alle proprie attività.
 La norma facilita l’organizzazione nel raggiungimento dei risultati attesi del suo sistema di gestione per la SSL; ovvero:
a) miglioramento continuo delle prestazioni relative alla SSL;
b) soddisfacimento dei requisiti legali e di altri requisiti;
c) raggiungimento degli obiettivi per la SSL.
La norma include l’appendice nazionale NA che specifica le chiavi di lettura dei requisiti della norma in applicazione della legislazione nazionale vigente.
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Corsi O.S.A. 2018

Noi di O.S.A. S.r.l. ci stiamo muovendo per proporre corsi sempre nuovi e attuali per i nostri clienti. Ecco alcuni esempi in anteprima di quello che proporremo nel 2018:
– Corso per la gestione del rischio legionella;
– Progettazione e riprogettazione del lavoro e dei posti di lavoro nella nuova normativa internazionale: direttiva e standard ergonomici;
– Posture e metodo TACOs
– Il metodo OCRA e la valutazione del rischio da MRAS;
– La valutazione del rischio sismico nei luoghi di lavoro;
e altri che sono ancora in fase di progettazione.

Non dimentichiamoci inoltre che vengono effettuati periodicamente corsi antincendio, primo soccorso e di formazione generale e specifica dei lavoratori.

Per tenervi sempre aggiornati sui corsi e per avere più informazioni visitate il nostro sito o la nostra pagina Facebook.

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MRAS – La valutazione del rischio da movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori

E’ in programma un corso da 16 ore, il 24 e 25 maggio 2018, sul tema:

LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA MOVIMENTI E SFORZI RIPETUTI DEGLI ARTI SUPERIORI – MRAS: LA CHECKLIST OCRA E LA MAPPATURA DEL RISCHIO

Vai nella sezione Corsi di Formazione per saperne di più!